Social network: un luogo dove gli adolescenti possono essere finalmente LIBERI?

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Danah Boyd è una ricercatrice e Research Assistant Professor presso la New York University; studia da + di 10 anni il comportamento dei giovani sui social media; ha sintetizzato la sua visione del rapporto tra ADOLESCENTI e social in un libro: It’s complicated (che potete scaricare GRATIS qui).

La Boyd sostiene che l’ENORME uso dei social media non sia sempre dovuto alla dipendenza (leggi qui l’articolo sulla dipendenza da Internet) ma sia quasi l’UNICO modo per i ragazzi per entrare in RELAZIONI con i coetanei.

Perché?

 

Mio figlio deve studiare, fare piscina e non perdere tempo

I ragazzi di oggi sono pieni di impegni:

scuola

sport

-teatro

– ginnastica posturale per la schiena

– appuntamenti dal dottore

Chi non fa queste cose “serie” e sta in giro è un delinquente.
Inoltre, se i GENITORI sono separati, il tempo va diviso anche tra mamma e papà: faccio la valigia vado da papà, dopo un giorno e mezzo torno da mamma… Rimane loro pochissimo tempo non ORGANIZZATO.

Inoltre in questi ambienti c’è sempre un adulto che guarda, che controlla, che supervisiona.

Ai tempi miei si giocava a pallone nei vicoli…

Già a 6/7 anni ricordo che, quando stavo a casa di mia nonna, giocavo in strada con gli altri bambini;
è molto improbabile che questo succeda oggi:
quale genitore lascerebbe il figlio fuori casa, così piccolo, con tutti i pericoli che ci possono essere (rapimenti, pedofili, macchine….)?
Inoltre provate a giocare a pallone per strada: qualcuno chiamerà la polizia perché colpite le auto parcheggiate.

Nelle metropoli e nelle culture postmoderne, difficilmente ci sono luoghi FREE: quasi tutto è proprietà privata; un adolescente dove può giocare/incontrarsi in un posto non CONTROLLATO dagli adulti?

Social network un luogo dove gli adolescenti possono essere finalmente LIBERI 2

Maledetti adulti mi controllate sempre

Se il tempo è totalmente organizzato e il controllo sociale è costante, dove possono i teenager sperimentarsi?

Sui social e nei telefoni, dove possono FINALMENTE sfuggire al controllo degli adulti, dire le parolacce,  PRENDERE IN GIRO PROFESSORI E ADULTI, parlare di relazioni e sessualità, giocare senza regole. Secondo la Boyd, nel diventare adulti bisogna saper affrontare 3 aspetti cruciali della maturazione:

1) Dare un’impressione/immagine di sè agli altri;

2) gestire le relazioni sociali;

3) capire il mondo facendo esperienza.

Social: la terra libera

Sui social media queste attività sono possibili, facili, VELOCI, non controllate.

– Se una ragazza non vuol far sapere dei suoi flirt, non scrive nulla su Facebook (dove c’è anche la mamma) ma si sposta su Whatsapp;

– su Instragram può mettere delle foto piccanti per vedere come i suoi pari rispondono alla sua sensualità;

– su Ask può farsi gli affari degli altri e prendere in giro chi non le sta simpatico.

Adesso capite perché vostro figlio/a sta così tanto tempo prono sui social network?

 

Tante ore di connessione non significano DIPENDENZA

Il  Dr. Tonioni, nel suo ultimo libro, sostiene che tanto tempo passato sul web potrebbe non essere più un criterio valido per riscontare una dipendenza da Internet negli ADOLESCENTI.

Essere continuamente CONNESSI sarà un tratto tipico delle NUOVE generazioni?

Dr. Romeo Lippi