Gioco d’azzardo: vi spieghiamo perché è una dipendenza

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Sin dagli anni ’80, il gioco d’azzardo patologico è stato inserito tra le sindromi presenti nel DSM (il manuale americano dei disturbi psichici).
Nell’ultima edizione (il recentissimo DSM 5) è stato SPOSTATO dal disturbo del controllo degli impulsi (dove stava insieme alla cleptomania e la piromania) al gruppo delle dipendenze (come alcol e cocaina).
Una questione di parole? NO, un cambiamento epocale.
Solo negli U.S.A., ci sono 2 milioni di persone completamente dipendenti dal gioco d’azzardo e per 20 milioni di persone scommettere crea dei seri problemi al lavoro e nelle relazioni.

Sesso, gioco e dopamina

Le recenti ricerche di neuroscienze dimostrano che il gioco d’azzardo segue gli stessi “percorsi” cerebrali delle sostanze stupefacenti.
La dopamina è il neurotrasmettitore  che il nostro encefalo mette in circolo quando i nostri comportamenti sono connessi alla sopravvivenza o al passaggio dei nostri geni; si chiama “sistema di ricompensa”: quando mangiamo qualcosa di saporito o facciamo sesso, il cervello secerne la dopamina che ci dà una sensazione di piacere, in modo tale che noi assoceremo il cibo o il sesso ad un FORTE PIACERE e quindi cercheremo di nutrirci e accoppiarci per riprovare piacere; un sistema geniale della natura per farci cercare le cose che permettono la sopravvivenza della nostra specie.

Quando immettiamo nel nostro corpo sostanze stimolanti, come la cocaina o l’alcol, il cervello emette 10 volte la quantità normale di dopamina, quindi sentiamo un FORTE piacere.

Se le sostanze vengono usate con regolarità, un livello base di dopamina non basta più per provare piacere: per questo dovremo prendere una quantità maggiore di sostanza; questo si chiama “effetto tolleranza” cioè mentre prima per essere euforico mi bastava una striscia di coca, col tempo, avrò bisogno di 1o strisce;inoltre il corpo si abitua alla sostanza e possono comparire i sintomi dell’astinenza…siamo diventati DIPENDENTI.

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In cosa un giocatore diventa simile a un tossico?

il gioco d’azzardo patologico funziona nella stessa maniera, inoltre le predisposizione genetiche all’impulsività sono connesse sia al gioco d’azzardo che allo sviluppo di dipendenze.
Il giocatore d’azzardo compulsivo è simile al dipendente da sostanza, perché:

– ha bisogno di giocare somme sempre MAGGIORI per provare il piacere iniziale;

– sente i sintomi dell’astinenza;

– passa la maggior parte del giorno  a PENSARE a quando si rigiocherà;

– è più impulsivo, perché l’eccessiva stimolazione dovuta alla dopamina inibisce un po’ la corteccia prefrontale (la parte del nostro cervello adibita al controllo cosciente).

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é possibile guarire? Sì, ma con un grosso rischio di ricaderci

Prima si pensava che solo l’assunzione di sostanze potesse portare all’alterazione neurochimica del cervello: OGGI si sostiene che anche i comportamenti possano farlo…appunto si parla di dipendenze comportamentali (come il gioco d’azzardo o la dipendenza da Internet).

GIOCARE CI CAMBIA IL CERVELLO.

Anche le terapie usate per le dipendenze da sostanze funzionano per  il gioco d’azzardo: farmaci antagonisti degli OPPIOIDI e psicoterapia cognitivo-comportamentale.
Purtroppo molti giocatori compulsivi non cercano aiuto specializzato e anche quelli che si “curano” nel 75% dei casi tornano a giocare: purtroppo come molti eroinomani o cocainomani che dopo la disintossicazione tornano a FARSI.
Per questo bisogna lavorare molto sull’informazione ai giovani, sulla prevenzione e sulla gestione delle ricadute.

Ecco l’articolo originale!

Dr. Romeo Lippi