La nuova frontiera della dipendenza

 

Nel mondo odierno, ciò che realmente circonda le nostre vite non è composto da persone, ma bensì da informazioni, da strumenti elettronici, quali smartphone, pc, tablet.
Siamo focalizzati, quasi catturati da una realtà che ci fornisce tutto all’istante ma che si discosta di gran lunga da quella che dovrebbe essere la vera e propria realtà. Stiamo parlando della realtà virtuale, nella quale ogni posto è raggiungibile ed ogni nozione è alla portata di tutti.
Potremmo definirlo straordinario, ma come ogni moneta, anch’essa ha due facce. Il LATO OSCURO della medaglia è identificabile come la nuova frontiera della dipendenza, la cosiddetta web-mediata (definita or sono dal Dott. Tonioni nelle sue ricerche sulla dipendenza da Internet).

Ma quindi cos’è la dipendenza da Internet? A cosa si riferisce in realtà? Quali sono le analogie con la dipendenza da sostanze?

Come definisce la studiosa per eccellenza nel campo, la dott.ssa K. Young (psicologa presso l’Università di Pittsburgh, che ha istituito un Centro per la Dipendenza online in risposta a quello che considera un problema crescente) l’internet addiction disorder è: «[..]una reale dipendenza come l’alcolismo o il gioco d’azzardo compulsivo. La dipendenza da Internet non causa lo stesso tipo di problemi fisici come la dipendenza di altri, come l’alcool, ma causa gli STESSI problemi sociali di queste altre dipendenze dimostrate. Perdita di controllo, voglie e sintomi di astinenza, isolamento sociale, contrasto coniugale, fallimento accademico, eccessivo debito finanziario, licenziamento dal lavoro- sono solo alcune delle conseguenze documentato nella mia ricerca» (Young,K., 1996).

Possiamo quindi affermare di trovarci di fronte ad un nuovo fenomeno psicopatologico che si sta facendo strada ormai da anni attreverso la grande ramificazione del web.

Quali sono effettivamente i segnali che ci permettono di comprendere che siamo realmente dipendenti dalla rete?

Possiamo riassumerli in QUATTRO punti:

1) USO ECCESSIVO, spesso associato ad una perdita del senso del tempo o di un abbandono delle attività di base;
2) RITIRO, tra sentimenti di rabbia, tensione e/o depressione quando il computer è inaccessibile;
3) TOLLERANZA, tra cui la necessità di apparecchiature informatiche migliori, più software, o più ore di utilizzo;
4) RIPERCUSSIONI NEGATIVE, tra cui argomentazioni, bugie, la realizzazione inadeguate, emarginazione sociale, e la fatica.

Possiamo inoltre aiutarci a comprendere la presenza di IAD attraverso un test ad hoc creato dalla stessa K. Young, L’IAT (Internet Addiction Test), che permette attraverso uno scoring finale di attestare se ci siano o meno le caratteristiche dell’uso eccessivo della rete (per fare il test puoi cliccare qui ). È bene, qualora il risultato lo confermasse, rivolgersi ad un professionista Psicologo che aiuti nel superamento di tale comportamento.

Dr. Emanuele Altomare